Un politico condannato in via definitiva per corruzione e tangenti non dovrebbe occupare il posto che occupa e non dovrebbe avere una seconda volta la possibilità di pilotare grandi appalti.

Torniamo indietro di qualche decennio e vediamo come andarono le cose a Verona e Garda.

la Repubblica 1993
Il deputato socialista Angelo Cresco, un ex operaio della Philips di Monza ("faceva le lampadine", raccontano a Verona), oggi ha una delle più belle case del Garda, Palazzo dei Capitani.
Per capire quanto siamo vicini alla fine, bisogna dire che se Olivieri è il numero 2 di Gianni Fontana, Bissoli è il numero 2 di Alberto Rossi. Fontana e Rossi sono i due mega-boss Dc di Verona. Insieme al deputato socialista Cresco rappresentano quella che di fatto qui alcuni cominciano a chiamare la "cupola" del potere politico veronese.

https://www.gardaline.it/angelo-cresco-un-nome-una-garanzia-rinfreschiamo-la-memoria-corta-dei-gardesani-64920.html
LA STORIA GIUDIZIARIA DI ANGELO CRESCO, AMICO INSEPARABILE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DAVIDE BENDINELLI, A SUA VOLTA AMICO INSEPARABILE DI ALDO BRANCHER.

https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/20-marzo-2012/da-agsm-sanita-quando-verona-era-capitale-tangenti-2003757894484.shtml
Tanti protagonisti di quella stagione sono ancora in pista. Bissoli, oggi nel direttivo provinciale del Pdl, è consigliere di Veneto Sviluppo e dell'Autodromo del Veneto spa. Cresco è da poco stato nominato alla presidenza dei Depuratori Benacensi. Asileppi, sindaco di Brentino Belluno siede anche nel cda di Veneto Acque. Francesco Sorio, vent'anni fa assessore socialista nei guai proprio per la maxitangente di Ca' del Bue, è stato nominato in Agsm Distribuzione. Ma, al di là delle persone, colpisce che vent'anni dopo si parli ancora delle stesse cose, come le assunzioni pilotate negli enti pubblici (con le due inchieste aperte su "Parentopoli" e sul Catullo). C'è forse una differenza, tra ieri e oggi. La politica di allora pareva forte, indistruttibile, ma crollò come un castello di carte.

http://espresso.repubblica.it/attualita/cronaca/2011/08/25/news/a-brancher-160-milioni-di-euro-1.37897
Anche per questo, Brancher non è amato a Verona. Nel 2010 il suo delfino, Davide Bendinelli, politico e immobiliarista con una mezza dozzina di società, ottiene una valanga di voti alle regionali, ma solo grazie all'appoggio di personaggi più radicati come l'ex onorevole socialista Angelo Cresco, ricambiato con la nomina al vertice della società di depurazione del Garda. Segni particolari: anche lui ha patteggiato due condanne per la Tangentopoli veronese.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/12/19/garda-per-il-collettore-quaranta-avvisi-di.html
Ennio Molon, presidente della Provincia e del Consorzio riviera veronese del Garda, che ha realizzato il collettore, apre la lista degli indiziati: per lui, come per altri, si ipotizza il reato di interesse privato in atti d' ufficio. Sotto inchiesta anche il presidente di un secondo consorzio, quello di bonifica Adige-Garda, il dottor Fratta Pasini, e l' ingegnere che ha progettato l' opera, Mirko Faccioli.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/01/24/la-costruzione-del-depuratore-trasformata-in-sacco.html
LA COSTRUZIONE DEL DEPURATORE TRASFORMATA IN SACCO EDILIZIO
Per il giudice Schinaia sembrano esservi pochi dubbi, tanto è vero che nel formalizzare l' istruttoria ha inviato ben 35 comunicazioni giudiziarie in cui ipotizza i reati di interesse privato in atti d' ufficio, frode in pubbliche forniture, omissione continuata di atti d' ufficio. Destinatari delle comunicazioni giudiziarie sono personaggi molto in vista della politica e dell' imprenditoria, amministratori pubblici e i responsabili di alcuni uffici i quali, avrebbero creato assieme un vero e proprio "comitato d' affari" allo scopo di trarre dei vantaggi dalla costruzione del megadepuratore.

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Ritorneremo sulla vicenda del vecchio depuratore per capire meglio i meccanismi con i quali è stato concepito, costruito e gestito. Analizzeremo la funzione svolta da personaggi come Ennio Molon, presidente della Provincia, e Mirco Faccioli, che prima era direttore del consorzio Adige-Garda e poi di colpo si mette in proprio, gli viene affidato da Molon l'incarico di progettista e direttore dei lavori e crea una sua società, la STIA, con la quale gestisce direttamente i lavori. Tutto fatto in casa, nessun controllo esterno.

Il modello "Grandi Opere" in Italia è storicamente collegato a "Grande Corruzione": tangenti, malaffare, costi esorbitanti, pessima qualità dei lavori. Senza andare lontano, basta ricordare la vicenda di Ca' del Bue, che ha visto il diretto coinvolgimento di Angelo Cresco e che si è risolta con un buco plurimiliardario senza mai riuscire a produrre un impianto in grado di funzionare.

Le dichiarazioni di Cresco riportate questa mattina dai giornali sono bizzarre e aberranti:
"La scelta è togliere dal lago di Garda tutti i pericoli di inquinamento", conclude Cresco, "tubature vecchie e meno vecchie o sversamenti di acque scure e piovane. Non a caso stiamo risanando i torrenti e i rii che contribuisco all'inquinamento. Sarebbe paradossale e autolesionistica la scelta dei microdepuratori, del resto già scartata dal ministero dell'Ambiente e dalle associazioni ambientaliste nel convegno di Gardone Riviera tenutosi nel mese di luglio di quest'anno"
- Nessuno, neppure Toninelli, ha mai sostenuto che vadano riutilizzate le vecchie tubature.
- Non è vero che AGS stia risanando i rii e i fossi, che tuttoggi sversano nel lago ogni sorta di reflui civili e agricoli, come ha appurato anche quest'anno la Goletta Verde dei Laghi.
- Dove sono stati realizzati dei depuratori multipli, hanno funzionato benissimo, vedi Lago di Costanza.
- A Gardone era presente un'unica associazione ambientalista, Legambiente, la quale prospera grazie ai finanziamenti da AGS, AGSM, AMIA, ecc.

I deputati del PD farebbero meglio a tacere, sopratutto Alessia Rotta, che, da quando si è proposta come trait d'union tra Renzi e Tosi, è riuscita a far precipitare entrambi nel baratro, dimostrando un fiuto politico degno di una Rasputina de noantri.

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