Verona è apprezzata in tutto il mondo per la bellezza delle sue chiese, dei suoi monumenti, dei suoi palazzi, delle sue strade, del suo fiume, dei suoi musei. Ma il sindaco Tosi sta facendo di tutto per rompere questo idillio.

Il degrado avanza inesorabile per le strade di Verona. Se i quartieri della periferia sono messi male, il centro storico non gode certo di buona salute. La foto mostra lo stato di degrado in cui versa da anni Viale della Repubblica, la strada che racchiude tutta la zona dell'ex Arsenale fra il Ponte della Vittoria e il Ponte del Risorgimento.

Ex Arsenale che attualmente è ridotto a parcheggio pubblico in quasi tutti i suoi cortili, alla modica cifra di 2 euro all'ora e di 12 euro a giornata.

In una delle poche parti non ancora utilizzate come parcheggio, vale a dire nella palazzina d'ingresso dalla parte di Castel Vecchio, è stata sistemata la biblioteca del Museo di Storia Naturale, dove è possibile consultare un libro solo dopo aver preso un  appuntamento con il custode e dopo aver individuato l'entrata, quasi del tutto priva di segnalazione e sbarrata da un cancello.

Nella stessa palazzina sono sistemate anche alcune raccolte di reperti archeologici, fra cui le 400 selci colorate di blu, che rovinarono il fine carriera dell'allora direttrice del Museo di Storia naturale, Alessandra Aspes. La dottoressa Aspes fu poi assolta dall'accusa di non aver adeguatamente conservato le selci del museo: "Nessuno sa spiegarsi il motivo e non si può addebitare alla dottoressa Aspes ciò che non era prevedibile". E' invece certo che per parecchie decine d'anni le selci erano state conservate perfettamente nelle due sedi storiche del Museo, Palazzo Gobetti e palazzo Pompei, prima di essere trasferite a Castel San Pietro e poi nel 2007 all'Arsenale. www.corriere.it ...

Alla dott. Alessandra Aspes subentrò l'avv. Giuseppe Minciotti, nominato direttamente dal sindaco Tosi. L'avv. Minciotti, del quale precedentemente si conosceva solo il ruolo di coordinatore degli speleosub veneti, da anni brilla per la sua "inesistenza" e per l'immobilità in cui ha fatto piombare il Museo delle Scienze.

Data la vastità delle competenze dimostrata dall'avv. Minciotti, il sindaco ha ritenuto opportuno di affidargli anche la direzione della Galleria d'arte Moderna.

Curriculum vitae Giuseppe Minciotti.

Il Museo civico di storia naturale di Verona, aperto nel 1861 nella scia di collezioni ancora più antiche, come il museo Calzolari del 1550 o il Moscardo del 1611, è organizzato sul modello viennese in quattro sezioni: Geologia e Paleontologia, Zoologia, Botanica e Preistoria. Sezione che, grazie ai ricchissimi ritrovamenti sui monti Lessini e negli insediamenti di palafitte sul lago di Garda e nella Bassa veronese, è una delle più celebri del pianeta.

La consistenza della Biblioteca è in continuo incremento sia per gli scambi con Istituzioni scientifiche di tutto il mondo che per lasciti e donazioni. Ad oggi sono circa 25.000 i volumi posseduti, 3.000 le testate di periodici e oltre 140.000 gli estratti raccolti nelle varie miscellanee specialistiche. Il catalogo informatico, a partire dal 1985, è costituito da oltre 60.000 record ed è in continuo aggiornamento.

La Biblioteca conserva inoltre un piccolo fondo di libri antichi tra cui il Musaeum Francisci Calceolari del 1622 e Note overo memorie del Conte Lodovico Moscardo del 1672.

Presso la sede di Palazzo Pompei sono conservati alcuni erbari antichi tra cui l'Erbario seicentesco di Fra' Fortunato da Rovigo.

La sezione di Botanica del Museo ha sede, dal 1 febbraio 2010, presso la Palazzina di Comando dell'ex Arsenale militare. Le collezioni di studio sono tra le più importanti raccolte botaniche conservate nei musei italiani per quantità e qualità. La collezione comprende l'Erbario fanerogamico costituito da oltre 190.000 campioni, l'Erbario lichenologico con 7.540 campioni e 711 tipi delle raccolte di A. Massalongo e 3.422 campioni di varia provenienza, l'Erbario micologico con 17.250 campioni, l'Erbario briologico ed epatologico con 9.000 campioni.

La sezione di Geologia e Paleontologia ha sede a Palazzo Pompei, con un deposito anche presso l'Arsenale. Il patrimonio conservato è stimato in circa 200.000 campioni tra reperti fossili, rocce e minerali, corrispondenti ad oltre 64.000 numeri di inventario, suddivisi in collezioni tematiche.

La collezione dei fossili di Bolca è certamente quella più importante e nota in tutto il mondo. Il nucleo della collezione è costituito dalle raccolte storiche, frutto di una lunga tradizione di collezionismo naturalistico, che a Verona si sviluppò già a partire dal ‘500. Il Museo negli anni ha incrementato questa preziosa eredità con nuovi scavi presso i giacimenti della Pesciara e del Monte Postale. L'attuale collezione, parte di proprietà civica e parte di proprietà statale (in deposito), ha raggiunto una consistenza di oltre 9400 esemplari fossili. Le collezioni paleontologiche sono stimate in circa 50.000 esemplari mentre le collezioni mineralogiche e petrografiche hanno raggiunto i 7900 campioni, tra cui una collezione gemmologica di 40 pietre.

La sezione di preistoria conserva una ricca e importante raccolta di reperti risalenti al lungo periodo che va dal Paleolitico antico all'età del Ferro. La collezione archeologica comprende un piccolo nucleo di materiali proveniente dal Museo Moscardo costituito a Verona nel XVII secolo, ma deriva in gran parte dalle attività di archeologi veronesi operanti tra gli ultimi decenni dell'Ottocento e l'inizio del Novecento e, soprattutto, dalle ricerche successive condotte dalla sezione stessa del Museo, nata nel 1934.

Fra i reperti più importanti ricordiamo quelli provenienti dalla palafitta di Tombola di Cerea, una delle parti componenti (IT-VN-06) il sito UNESCO seriale e transnazionale "Palafitte Preistoriche dell'Arco Alpino", iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità nel 2011, di cui una selezione è esposta nella Sala dedicata alla Preistoria Veronese del Museo.

Di grande rilievo sono anche la collezione paleoantropologica, con alcuni dei più antichi e importanti fossili umani d'Italia, i reperti provenienti da oltre 20 insediamenti palafitticoli dell'area del lago di Garda e della pianura veronese e la ricchissima industria litica da vari siti dei Monti Lessini, tra cui il Riparo Tagliente, la Grotta di Fumane, il Ponte di Veja.

La sezione di Zoologia ha sede a Palazzo Pompei. Le collezioni zoologiche rivestono grande importanza soprattutto per la fauna italiana, in particolare per alcuni gruppi di invertebrati, come gli anfipodi, i coleotteri mediterranei, i ragni, gli echinodermi, i tardigradi. Sono conservate circa 8.000 scatole entomologiche con oltre 1.800.000 esemplari di insetti, 4.000 vasi con circa 620.000 esemplari di altri invertebrati conservati in alcool, 50.000 esemplari di invertebrati preparati a secco (tardigradi, echinodermi, collezioni malacologiche) e circa 20.000 esemplari di vertebrati.

museodistorianaturale.comune.verona.it ...

Gli studiosi vengono da tutto il mondo a Verona per studiare le raccolte conservate nel museo veronese. Il Muse di Trento, che nell'anno 2014 ha avuto quasi 600 mila visitatori ed ha incassato 11 milioni, non è neppure l'ombra del Museo di Verona quanto a contenuti espositivi, ma ha saputo rinnovarsi ed è all'avanguardia per gli spazi espositivi e per i metodi didattici.

Il Museo di Rovereto non ha né la struttura né i contenuti, ma ha uomini validi che sfornano anno dopo anno pubblicazioni di primaria importanza per lo studio del territorio e della biodiversità. Questo tipo di studi è fondamentale per capire i cambiamenti climatici in atto e l'evoluzione del territorio in cui viviamo e in cui vorremmo che potessero vivere anche i nostri figli.

A Verona si è pensato solo a fare cassa, svendendo palazzo Gobetti e mettendo in vendita Palazzo Pompei ancora prima di aver deciso una sistemazione alternativa.

Il 15.5.2013 L'Arena pubblicò una lettera firmata da Pietro Martinelli, il quale riassumeva la complessa vicenda del Museo di Storia Naturale, ricordando la bocciatura da parte di Tosi del progetto di sistemazione dell'ex Arsenale firmato dal miglior specialista mondiale di musei e la decisione di vendere i palazzi adibiti a musei. La lettera dell'ing. Martinelli si concludeva con queste parole: "Ora, a quanto pare, è di nuovo nebbia: è strano perché il primo cittadino, persona di indubbie capacità, dovrebbe essersi personalmente reso conto delle necessità del Museo, tra l'altro proprietà del Comune, quando, da giovane, frequentava, nei giorni feriali, le sale di palazzo Gobetti come inserviente".

Sembra che il giovane Tosi non brillasse per la sua dedizione al lavoro e che l'allora direttore del Museo lo abbia pesantemente redarguito, richiamandolo ai suoi doveri, per quanto provvisori e precari. Il senso del richiamo deve essere stato più o meno questo: "Se no te gh'è voia de far gnente, l'è meio che stai a casa tua".

Tutto lascia pensare che il giovane Tosi se la sia legata al dito e questo spiegherebbe il trattamento riservato al Museo di Storia Naturale una volta diventato sindaco.

NB. Museo di Scienze è una abbreviazione convenzionale per Museo civico di storia naturale di Verona

IL VIAGGIO DI MONTE BALDO

LE PIANTE DI FRANCESCO CALZOLARI 

FLORA ILLUSTRATA DEL MONTE BALDO

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