Si accende il fuoco olimpico. Dietro la coreografia dorata dello "Spirito Italiano" di Milano-Cortina 2026 si nasconde una montagna di fango, cemento e menzogna. E noi ci segniamo gli autori dello scempio, ma anche chi ha taciuto, o peggio, applaudito. Non è una lista di proscrizione, è un memento. Per ricordarci, domani, di chi possiamo fidarci.

Questi erano i "Giochi a costo zero e sostenibili". La realtà? Una spesa pubblica che sfiora i 5 miliardi di euro, un budget lievitato e colmato con soldi dei contribuenti, e opere che non saranno pronte. Il simbolo è la nuova pista di bob di Cortina: 120 milioni di euro per un mostro energivoro, l'abbattimento di 800 larici secolari e una cattedrale nel deserto. È la quintessenza del greenwashing istituzionale, un assalto alla diligenza condotto "in deroga a ogni legge".

Ora, segniamoci i nomi. Non solo quelli ovvi, ma di chi ha vestito questa messinscena di rispettabilità. Iniziamo dai colpevoli di primo grado: i politici.

In prima fila, il compagno Giuseppe Sala, riciclato dalla destra ed esperto di mega-aventi fallimentari dominati dal malaffare, essendo stato commissario di EXPO 2015. Poi messo da Renzi a fare da sindaco a Milano, dopo aver mutato il nome in "Beppe", più adatto al popolo della sinistra.  

Non dimentichiamo però Sergio Mattarella, la cui presenza, a fare gli onori di casa, in modo entusiastico e acritico, non è neutra, ma rappresenta un sigillo di Stato. Poi Giorgia Meloni, Luca Zaia e Attilio Fontana, e l'intero arco parlamentare che si è unito dietro la retorica mentre firmava stanziamenti miliardari.

Poi le aziende: i mercanti del consenso: Esselunga, Coca-Cola, Airbnb e una pletora di brand che hanno investito oltre 40 milioni per associarsi all'evento. Hanno trasformato lo scempio in marketing.

Ma non mancano i cronisti della Celebrazione: dove cavolo sono finiti i giornalisti che indagavano? Oggi tutti a descrivere coreografie, rinunciando al loro ruolo. Dove sono rapporti internazionali che denunciavano "aberrazioni ecologiche"? Scomparsi nel buco nero del mainstream informativo celebrativo.

Ma il velo più sottile e penetrante l'hanno tessuto gli artisti, trasformando una ferita al territorio in uno spettacolo da celebrare.

Charlize Theron, messaggera di pace ONU, ha recitato nobili parole di Nelson Mandela sulla pace su un palco che è monumento al conflitto tra propaganda e natura violata. Ha ignorato il paradosso per il riflettore.

Ghali, il rapper milanese che canta le periferie, ha recitato una poesia sul rifiuto della guerra mentre dava il suo assenso simbolico alla guerra ambientale in casa propria. È il tradimento più amaro, perché parla a chi più avrebbe dovuto alzare la voce.

Il coro degli assenti-presenti: Andrea Bocelli che santifica con il "Nessun Dorma", Mariah Carey e Laura Pausini che trasformano in jingle lo scempio. Pierfrancesco Favino, Matilda De Angelis, Sabrina Impacciatore che prestano il volto alla narrazione. Il glamour internazionale di Usher, Michelle Yeoh, Donatella Versace e Tom Cruise (testimonial del prossimo business di Los Angeles 2028) che sorride sul red carpet dell'ipocrisia.

Segnarsi questi nomi significa non dimenticare. La prossima volta che un politico parlerà di "transizione ecologica", che un brand venderà sostenibilità, che un artista si ergerà a paladino di una causa, che un giornale celebrerà il "grande evento", noi sapremo.

Milano-Cortina 2026 è il sintomo di una malattia: l'incapacità di dire di no alla grande opera inutile, alla menzogna ambientalista che copre l'affarismo. La fiamma olimpica si spegnerà. I debiti, il cemento e i larici abbattuti rimarranno. E insieme a loro, deve rimanere la memoria di chi ha reso possibile tutto questo.

Teniamo questa lista. Usiamola per costruire un futuro in cui la parola "sostenibilità" non sia la firma su una condanna, ma una promessa mantenuta.

Per  saperne di più:
C.I.O.: Comitato Insostenibili Olimpiadi 2026

Sull'argomento: 

La rivincita di Malagò & C.
She did it

Contenuti correlati

La nostra unica speranza
La nostra unica speranza Greta è eterodiretta, giudicante e saccente. Ma se anche questo movimento di giovani fallisce, non abbiamo più alternative. Prospettive e limiti dei Fridays fo... 3964 views Michele Bottari
Ma non chiamateci negazionisti
Ma non chiamateci negazionisti Il regime ci nasconde la verità, per un superiore interesse pubblico.  E ci ha convinti tutti ad adottare lo stesso sistema, per non istigare comportamenti... 7341 views Michele Bottari
Verginelle poco credibili
Verginelle poco credibili Dopo il cataclisma veneziano ci tocca leggere anche la tirata moraleggiante del direttore dell'Arena, come se Verona fosse un'isola felice mai intaccata dalla c... 2554 views Mario Spezia
Nessun dorma
Nessun dorma Domenica siamo tutti precettati. Prima di tutto, di buon mattino e con gran clamore, si va a votare, così da incoraggiare e da invogliare tutti i nostri concitt... 2585 views redazione
Nucleare? No grazie, abbiamo già Berlusconi
Nucleare? No grazie, abbiamo già Berlusconi Arci Servizio Civile, Ass. Il Carpino, Banca Etica, Circolo Legambiente La Perla Blu, Comitato Antinucleare di Legnago e Basso Veronese, Italia Nostra Verona, L... 2499 views redazione
A squola si va per studiare, cribbio!
A squola si va per studiare, cribbio! La ministra Gelmini mostra le lacune della sua preparazione scolastica.La bufala dei trentasette corsi della Gelmini finalmente svelata.  Sull'us... 2843 views Michele Bottari
Iperico, Erba di San Giovanni
Iperico, Erba di San Giovanni Nella festa di San Giovanni, la bella giornata in cui tutti gli amanti si ritrovano, l'Iperico luccica con tutti i suoi fiori dorati sull'orlo dei sentieri, nei... 3978 views Mario Spezia
Il giardino da gustare
Il giardino da gustare Un corso tenuto per imparare a costruire un giardino non solo bello da vedere ma anche ricco di frutti da gustare dal 2 al 23 Marzo 2013 a Villa La Valverde - M... 2751 views alberto_ballestriero