Mercoledì 15 aprile alla Libreria Pagina 12 inaugura la terza mostra della Collettiva A Memoria d'Arte, dedicata al 25 aprile, Festa della Liberazione nazionale dal regime nazi-fascista.

Mercoledì 15 aprile, presso la Libreria Pagina 12 di Corte Sgarberie 6/a alle ore 17.30, inaugura la terza mostra della Collettiva A Memoria d'Arte, organizzata dal Circolo Pink di Verona in nove spazi cittadini e dedicata al 25 aprile, Festa della Liberazione nazionale dal regime nazi-fascista. Espongono Barbarossa Micaela, Tinto Enrico, Castellani Alice, Ruggeri Sabrina e Zampini Stefano. Quarto appuntamento giovedì 16 al Metropolis Cafè di via Nicola Mazza 63/a, dove alle 19 inaugura la mostra che vede esposti i lavori di Uboldi Patrizia, Zevio Luca, Tagetto Ivano, Sarobba Monica e Danzi Moreno.

VERONA – La terza settimana di aprile vede ben quattro inaugurazioni della collettiva A Memoria d'Arte, organizzata dal Circolo Pink e dedicata al 25 aprile 1945 e alla Memoria, animare la città di Verona negli spazi della Libreria pagina 12 (mercoledì), del Metropolis Cafè (giovedì), dell'Associazione Culturale Esposta (venerdì) e nei campi di S. Felice Extra (sabato). Mercoledì 15 aprile presso la Libreria pagina 12 di Corte Sgarzerie (ore 17.30), inaugura l'esposizione che vede coinvolti i lavori di cinque artisti alle prese con tecniche diverse, per declinare i temi della memoria e della liberazione, della resistenza, della libertà e della democrazia.

Barbarossa Micaela, che attualmente vive e lavora tra Verona, Milano e Roma, propone tre lavori che descrivono l'attesa di un'umanità in perenne bilico, in continua oscillazione sulla linea tesa ed invisibile che è la vita. Sia Immersione che Fuga che La clessidra, le tre opere in mostra, presentano un gioco di equilibri, un gioco ad incastro in cui diviene una conquista il mantenere una forma riconoscibile sotto l'onda d'urto di linee e segni. Figure mangiate dallo spazio che ricercano il proprio equilibrio esistenziale, in un'eterna lotta di equilibri e di fughe nella carne della luce e delle sue zone d'ombra. Diplomata in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, Micaela è anche esperta di moda e di texture design, avendo frequentato un master presso la scuola di moda Gp fashion di Milano ottenendo la votazione massima.

Enrico Tinto espone un'opera che gioca molto sul colore nero, ancora una volta frutto della ricerca artistica del veronese classe 1967 che utilizza il fuoco e la fiamma che brucia per raccontare emozioni violente, che scavano a fondo ed esprimono concetti che vanno al di là della semplice rappresentazione.

Le sue opere fuggono dalla bidimensionalità della tela per creare emozioni visive quasi a tutto tondo. La ricerca di risposte nell'emozione della materia bruciata, recuperata, lavorata e trasformata alimenta il processo creativo dell'artista nell'interpretazione del suo pensiero visionario della realtà dei nostri giorni.

Alice Castellani propone un trittico tricolore dove immagini e documenti d'epoca rielaborati al computer vengono inquadrati da paste materiche a base di polvere di marmo rispettivamente verdi, bianche e rosse: titolo Il 25 aprile è il 115° giorno del calendario gregoriano nonché festa nazionale in commemorazione della liberazione dal regime fascista. Un'opera, per molti versi ironica, che ricollega la bandiera italiana, emblema dello Stato, ai partigiani e al popolo (che trovano la loro identità nei principi di fratellanza, uguaglianza, giustizia e nei valori della propria storia e della propria civiltà) grazie a cui l'Italia ha riconquistato la sua libertà. Sui tre pannelli campeggiano poi delle scritte: un pezzo di inno partigiano nel primo, una definizione ironica del 25 aprile nel secondo, una frase tratta da un articolo del quotidiano L'Italia Libera nel terzo.

L'approccio all'arte di Alice Castellani è scevro da impostazioni e dogmi; spazia tra soggetti e tecniche molteplici, sviluppa l'espressione artistica in tutte le sue forme, sperimentando di continuo nuove tecniche e nuovi materiali. Lasciandosi guidare dall'istinto e dall'inclinazione del momento, procedendo con variazioni sul tema o con scatti in nuove direzioni, sempre facendosi guidare dalla soggettività e dall'emozione.

 

Sabrina Ruggeri presenta due disegni realizzati ad acrilico e matita su carta dai titoli Bianco e Occhiorecchio: figure tragiche che rappresentano una sorta di assenza sterile, quasi "ospedaliera", collocate in uno spazio vuoto e senza riferimenti; annientate nella forma e nello sguardo, incapaci di reagire e del tutto isolate ma con ancora la possibilità di rapportarsi con se stesse attraverso la coscienza e la loro poetica interiore, che cerca di emergere ance in uno stato di totale tentativo di annientamento. Figure che richiamano subito alla mente la guerra, la violenza fisica e psicologica, l'annientamento dell'identità umana che ne consegue, ma allo stesso tempo simboliche dell'umanità di ogni individuo seppur in condizioni critiche, un'umanità che le figure della Ruggeri ancora emanano nonostante la loro tragicità.

Stefano Zampini propone un lavoro che alle immagini unisce testi, movendosi nel campo del racconto per parole e scatti fotografici, in un rimando continuo tra la parola scritta e l'immagine fermata nel tempo. Tra gli organizzatori della Collettiva Nuova scuola nel 2008 e della Collettiva Negrart, presso l'ex Setificio di Negrar in occasione del Palio del Recioto 2009, Zampini, nato nell'82 a Negrar dove tuttora risiede, in arte utilizza preferibilmente parola, immagine e composizione: "le tre forme del mio sentire" spiega. Nel 2000 ha iniziato con la parola, nel 2006 con l'immagine e nel 2008 con la composizione.

Quarto appuntamento giovedì 16 al Metropolis Cafè di via Nicola Mazza dove alle 19 inaugura la mostra che vede esposti i lavori di Uboldi Patrizia, Zevio Luca, Tagetto Ivano, Sarobba Monica e Danzi Moreno. Animerà l'inaugurazione un mini concerto di musica di Trividuo, un acoustic-folk che scaturisce da due chitarre, una tromba e tre voci che tra pezzi originali e cover evocative trovano spazio anche per ballabili irresistibili.

Uboldi Patrizia, veronese classe 1961, pittrice eclettica e innovativa, che ha saputo rinnovarsi più volte nel suo percorso artistico e umano, la cui poetica non nega la forma, anzi la afferma, ma stilizzandola.

Luca Zevio che si ispira al movimento del cassonetismo emotivo e nei suoi lavori utilizza acrilici, polveri, colla e tutti i materiali di recupero possibili e immaginabili. Luca espone un dittico che rappresenta da una parte un Carnefice e dall'altra una Vittima, due lavori in cui dominano i colori rosso e nero, emblematici del periodo storico, dei campi di sterminio e della morte.

Classe 1970, Luca dall'89 lavora nel sociale, attualmente con il ruolo di cuoco, un lavoro che lo soddisfa e che giudica una forma espressiva: "Cucinare mi soddisfa, perché si tratta di mescolare colori e sapori", un altro modo di fare e intendere l'arte, che Luca ama in tutte le sue espressioni.

Tagetto Ivano, pittore veronese classe 1965, da sempre votato a una ricerca profonda e autentica della verità, che propone un lavoro dove la libertà è intesa come apertura agli elementi:"libertà è solo quando le prigioni, insieme somma di un carattere, fatto di istinto sentimento ragione e spirito, si autodivelgono ed escono fuori a mescolarsi alla terra al fuoco all'acqua e soprattutto all'aria" scrive l'artista, anche poeta.

Veronese classe 1965, la sua pittura si avvicina talvolta al minimale, all'essenza, attraverso percorsi molteplici ed inesauribili, mai stabili visto che il suo interesse non è tanto diretto al risultato di una tecnica o dell'altra, ma all'iter eruttivo del momento creativo. Altre volte Tagetto dà forma a città e uomini, ad animali e spiriti che animano il suo grande cuore, ancorato alla necessità di percepire la materia di cui siamo fatti e la sua continua trasformazione, dando corpo, attraverso l'arte, a sensazioni, emozioni ed intuizioni.

Sarobba Monica, artista veronese classe 1964 che nel corso della sua carriera ha sperimentato tecniche ed espressioni profondamente diverse tra loro, al momento lavora con la fotografia, di cui apprezza le possibilità di elaborazione grafica al computer e la lavorazione in collage. L'opera che presenta è eseguita con fotografie dell'artista, polarizzate al computer, incollate su carta e trattate a china. Un lavoro dedicato "a tutte le donne che hanno partecipato alla Resistenza e delle quali ingiustamente quasi nessuno ha memoria", ricorda l'artista.

Negli ultimi anni Monica riprende gli studi su Bruno Munari che già l'avevano appassionata negli anni giovanili, e recentemente partecipa ai laboratori di formazione per la didattica dell'arte per bambini ed adulti presso il Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, dai quale trae nuovi stimoli per la sua ricerca espressiva.

Danzi Moreno, artista di grande esperienza, curatore di molte manifestazioni di carattere culturale, soprattutto in Valpolicella, costruirà una "scultura sociale" a base di pongo coinvolgendo i fruitori, che saranno chiamati a fare il calco interno del proprio pugno. L'artista assemblerà poi a forma d'Italia i calchi ottenuti.

coordinamento CIRCOLO PINK VERONA

info mostra: 340 2903991 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.circolopink.it/memoriarte.htm

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