Il consiglio direttivo provinciale della sezione veronese di Italia Nostra, analizzati alcuni documenti relativi al passante nord (traforo delle Torricelle), propone alcune osservazioni e pone alcune domande ai nostri amministratori.

La lettura dell' emendamento 47 alla Manovra Tremonti, firmato da Cinzia Bonfrisco (Pdl), Federico Bricolo (Lega) e Massimo Garavaglia (Lega) e approvato al Senato insieme ad un altro emendamento sul sistema di trasporto pubblico cittadino, chiarisce che il traforo delle Torricelle è un'opera infrastrutturale complementare al Traforo del Brennero.  Si tratta di una vera e propria scorciatoia per rendere più corto e più agevole il transito delle colonne di tir dai porti dell'Alto Adriatico al centro Europa.

Infatti nel paragrafo 47.4 della Finanziaria si legge che gli introiti per il Tunnel del Brennero "potranno essere usati da parte del concessionario per realizzare opere infrastrutturali complementari sul territorio di riferimento, opere che potranno essere anche urbane o consistenti in gallerie". Sulla stampa locale l'Amministrazione comunale non si è mai espressa in questi termini e se lo ha fatto ha sempre minimizzato la realtà che invece appare in tutta la sua sconcertante gravità.  Avremo effettivamente un'autostrada in città ed un conseguente aumento dei casi di cancro, come dimostrano studi assai qualificati secondo i quali esiste una correlazione tra aumento del traffico e gravi patologie umane. Non è inoltre scientificamente dimostrato che esistano filtri, per quanto tecnologicamente avanzati,  garantiscano una totale protezione.

Inoltre, da un attenta lettura dello "Studio di fattibilità relativo all'analisi del traffico per il completamento dell'anello circonvallatorio a nord (traforo delle Torricelle)", elaborato dal C.D.R. Mobilità e Traffico del Comune di Verona, si evince che la cosiddetta tangenziale nord e la sua continuazione ad ovest con la Strada di Gronda, non possono risolvere i problemi principali e più urgenti della mobilità urbana del Comune di Verona. Infatti a pagina 26 cita: "Il nuovo sistema poco efficace rispetto alle penetrazioni dal settore meridionale della città e nei confronti della mobilità nell' area urbana più centrale, a dimostrazione che risultano necessari contestuali interventi a più ampio livello di sistema, che orientino l'utenza sul trasporto pubblico (magari con l'introduzione di un sistema di trasporto di massa efficiente e attrattivo quale potrebbe rappresentare una tranvia) e una limitazione crescente del traffico nelle aree centrali magari con l'introduzione di un ‘road princing'che pur tuttavia andrebbe approfonditamente tastato."

La lettura di questi due documenti ci obbliga a porre ai nostri pubblici amministratori tre domande:

1) perché si vuole realizzare un'opera così impegnativa che avrà conseguenze pesanti sull'economia comunale, sull'inquinamento atmosferico, sulla salute dei cittadini e sull'equilibrio paesaggistico ed ambientale, se dalla lettura di quei documenti si evince chiaramente che non risolverà il traffico urbano di Verona poiché avrà una funzione extraurbana e sovra regionale?

2) Perché non ricorrere a soluzioni più semplici, meno onerose e ad una scala solo viabilistica e non urbanistica che intervengano unicamente sul problema della mobilità urbana?

3) Che peso ha nella scelta della Tangenziale nord con la Strada di Gronda, l'ipotetico "sviluppo" edilizio di zone ancora verdi come la Valpantena e Boscomantico con i suoi  dintorni?"  

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