Giovedì scorso è stato presentato alla Fiera di Verona il Piano di Azione Nazionale, che detta le nuove regole per l'utilizzo dei pesticidi. 21 miliardi di finanziamenti europei in arrivo per le aziende italiane virtuose tra il 2014 e il 2020.

 

Moderatore: Ivano Valmori

Giuseppe Cacòpardi, Direzione generale dello sviluppo rurale, Mipaaf

Lorenzo Faregna, direttore di Federchimica – Agrofarma

Tiziano Galassi, Regione Emilia-Romagna (membro del Gruppo nazionale difesa integrata)

Floriano Mazzini, Regione Emilia-Romagna (membro del Consiglio tecnico scientifico del PAN)

In rappresentanza del Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura (CRA) partecipa:

Anna La Torre, Centro di Ricerca per la patologia vegetale – Roma.

Innanzitutto una precisazione: esistono 2 PAN e ambedue si occupano di pesticidi da fronti diversi.

PAN: Pesticide Action Network



PAN: Piano di Azione Nazionale, che recepisce in generale le direttive europee in materia di utilizzo sostenibile delle risorse e, nello specifico, dei pesticidi.

L'incontro si è svolto all'interno di un padiglione utilizzato dagli espositori, con un grado di rumorosità piuttosto elevato, alla presenza di 50 persone.

Il moderatore Ivano Valmori è sembrato preoccupato di chiarire sopratutto due cose: l'entità dei finanziamenti che arriveranno agli agricoltori, il rischio che il nuovo regolamento sull'uso dei pesticidi finisca per penalizzare l'economia agricola.

Lorenzo Faregna, in rappresentanza di Federchimica, ha messo subito le mani avanti:

"L'Italia è l'unico Stato in Europa che nel recepire all'interno dell'ordinamento le direttive europee ha la mano più pesante del legislatore comunitario sembra però ignorare che c'è bisogno di questi prodotti e le regole rigidissime non favoriscono un mercato che da solo vale in Italia quasi un miliardo di euro, anzi così la produzione rischia di scappare oltre confine dove meno burocrazia e formalità sposano costi più bassi". Secondo Agrofarma ci sarebbe una sorta di demonizzazione di questi prodotti ma "gli agrofarmaci consentono di ottenere raccolti più abbondanti e dunque alimenti a minor costo, con produzioni maggiormente svincolate dalla stagionalità"

Cacopardi, Galassi e Mazzini hanno spiegato le novità che verranno introdotte dal PAN.

L'obbiettivo principale sarebbe quello di arrivare ad un utilizzo corretto dei fitosanitari, evitando gli sprechi e gli utilizzi impropri. Quindi individuazione del momento giusto per i trattamenti, utilizzo dei prodotti adatti, attenzione alla creazione dei ceppi resistenti.

Questo obbiettivo generale si otterrebbe con due livelli di intervento:

 - difesa integrata obbligatoria, che riguarderà tutti e non prevede finaziamenti;

 - difesa integrata volontaria, che attraverso un sistema di premi spingerà i coltivatori a puntare ad un livello qualitativo superiore.

Il nuovo regime entrerà in vigore il 26 novembre 2014.

DIFESA INTEGRATA

La Difesa Integrata prevede un sistema di monitoraggio sistematico del territorio in grado di controllare lo stato dei parassiti. In questa maniera si punta ad individuare il tipo di prodotti più adatti e a limitare l'impiego di prodotti, favorendo anche l'utilizzo di misure alternative: rotazione delle colture, indicazione delle tecniche colturali più adeguate, promozione delle alternative biologiche. Vanno comunque salvaguardati gli insetti utili, vanno ridotte quando è possibile le dosi, va scelto sempre il momento più adatto ai trattamenti.  Una particolare attenzione viene posta sul problema della formazione di ceppi resistenti derivanti dall'utilizzo di diserbanti/pesticidi.

-     obbligatoria. Il Ministero e le Regioni dovranno produrre manuali e bollettini allo scopo di informare, di formare, di indirizzare i coltivatori nell'utilizzo appropriato dei prodotti. Le aziende sono libere di utilizzare qualsiasi prodotto regolarmente registrato, senza limitazioni della quantità e dei tempi dei trattamenti. In questo caso on sono previste risorse finanziarie. Le Regioni possono appaltare a strutture autorizzate la preparazione dei bollettini.

-     volontaria. Con questo regime bisogna rispettare una serie di indicazioni e di limitazioni nell'utilizzo dei prodotti, eseguire monitoraggi ed esami. E' obbligatoria l'assistenza dei consulenti. Sono previsti aiuti da 200 a 400 euro per ettaro.

FORMAZIONE

La direttiva prevede un sistema di formazione sul rischio e sui pericoli derivanti dall'uso di fitofarmaci.

Gli Utilizzatori dovranno ottenere un patentino frequentando un corso base di 20 ore e aggiornamenti ogni 5 anni di 12 ore. Non sono previsti esami, sono esentati cloro che hanno un titolo di studio equivalente, sono esentati i conduttori di orti e giardini.

I Distributori frequenteranno un corso di 25 ore con aggiornamenti di 12 ore ogni 5 anni. Dovranno avere un titolo di studio adeguato, l'esame è obbligatorio, dovranno registrare tutti i prodotti venduti. Chi vende non potrà più fare consulenze.

I Consulenti. E' prevista la formazione della figura dei "consulenti" con titolo di studio adeguato, corso di formazione di 25 ore, 12 ore di aggiornamento ogni 5 anni, esame obbligatorio. Chi fa il consulente non potrà vendere i prodotti e viceversa.

I vecchi patentini rimangono validi e vanno rinnovato ogni 5 anni. Tutto il vecchio regime di permessi rimane in vigore, solo chi parte da zero deve adeguarsi ai nuovi obblighi.

MACCHINE

Dal 26 novembre 2016 tutte le macchine (si parla di 600.000 machine per un milione di aziende???) dovranno aver superato i controlli ed essere abilitate. Ad oggi mancano i centri di controllo in quasi tutte le regioni italiane.

BIOLOGICO

Il biologico in Italia occupa 1.167.362 ettari ed impegna 49.709 operatori, con un fatturato di 1,7 miliardi, in costante crescita. E' in crescita anche la vendita dei prodotti biologici ed è in forte espansione tutto il settore. Si propone di eliminare l'utilizzo di prodotti fitosanitari, di aumentare la biodiversità, di rispettare i cicli biologici.

Chi sceglie la coltivazione biologica si impegna ad utilizzare i fitosanitari specifici e solo come estrema ratio, deve cioè dimostrare la mancanza di alternative. Si impegna ad applicare le misure preventive, la rotazione delle colture, l'utilizzo degli antagonisti, l'impiego di siepi e barriere. Non può utilizzare OGM e radiazioni ionizzanti. Deve sottoporsi alla procedura di certificazione, particolarmente severa. Deve rispettare i tempi di conversione (2/3 anni a seconda delle colture).

E' previsto un aumento del 9% delle sovvenzioni al biologico.

CONCLUSIONI

Alla fine della presentazione, rispondendo ad alcune domande dei convenuti, i vari relatori hanno precisato che:

-          Fino ad oggi quasi nessuno compila e tiene aggiornati i quaderni dei trattamenti (osservazione confermata anche dai tecnici che vanno a fare i controlli nelle aziende).

 

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