Tra autolesionisti, nuclearisti e seguaci del PD, le contraddizioni della logica a causalità rovesciata.

Talvolta ragioniamo per slogan. E questi slogan si radicano tanto nella nostra mente che perdiamo il senso della logica. Letteralmente.

Perdiamo cioè la direzione, o meglio il verso della causalità e ci ritroviamo a dire assurdità. Per esempio, la frase"Mangio perché ho fame" ha una sua logica causale, mentre il suo opposto "Ho fame perché mangio" risulta assurdo.

Checco Zalone aveva fotografato questa contraddizione descrivendo gli emo, categoria di giovani autolesionisti, in questa divertente scenetta.

Visualizza su youtube

Nello stesso rovesciamento di logica è rimasto impigliato Giuseppe Filipponi, nel suo post sul Legno storto. Filipponi le prova davvero tutte per perorare la causa del nucleare, e l'ultima trovata è davvero curiosa: costruire centrali nucleari per vendere titoli di stato.

"Un investitore accorto che vede l'Italia orientarsi sostanzialmente verso il solare e l'eolico," sostiene Filipponi, "giudicherà prudente acquistare i BTP italiani decennali? Io penso di no."

La logica vuole che la vendita di titoli di stato, che sono uno strumento con cui lo Stato contrae un debito, serva per finanziare un progetto come la costruzione di una centrale nucleare, e non viceversa.

Ma così siamo ridotti, e non è certo colpa di Filipponi se l'Italia è riuscita a sbarazzarsi di un despota soltanto con la scusa di piazzare dei BTP a un tasso conveniente. Se ci sta un governo di tecnici, avrà pensato, ci può stare una centrale nucleare.

Ma la sindrome da rovesciamento di logica miete vittime anche in ambito politico. Il principale danneggiato è il Partito Democratico che, nella sua affannosa corsa verso destra, ha abbracciato acriticamente l'ideologia della crescita infinita.

Un partito di sinistra non dovrebbe essere un seguace particolare del dogma della crescita, soprattutto dopo gli importanti contributi dei vari movimenti per la decrescita, come quello di Serge Latouche.

Un movimento che si ritiene di sinistra dovrebbe cercare prima di tutto la giustizia sociale e l'uguaglianza. Se in un gruppo sociale ci sono persone che stanno bene e altre che vivono sotto la soglia della decenza, occorre livellare le risorse. Ma livellare significa togliere ai ricchi e dare ai poveri.

Ecco, la crescita costituisce un comodo espediente per evitare di togliere ai ricchi, operazione invero difficile e di dubbia liceità. Quindi questa potrebbe essere potrebbe essere la sintesi di un sedicente partito di sinistra come il PD: "noi siamo per la giustizia sociale, ma non potendo togliere ai ricchi (sarebbe troppo di sinistra!) ci accontentiamo di favorire la crescita, in modo che i poveri superino la soglia della decenza, senza danneggiare i ricchi."

Potremmo anche non essere d'accordo con questo ragionamento (e non lo siamo), ma di sicuro la logica causale sarebbe perfetta: utilizzo uno strumento dubbio (la crescita) per raggiungere un obiettivo strategico (la giustizia sociale). Invece il ragionamento del PD è opposto.

Nel discorso con cui ha dato la fiducia al governo Monti, lo scorso 18 novembre, dopo essersi complimentato con le scelte di Monti a favore della crescita, il segretario Bersani ha dichiarato: "Noi pensiamo che le disuguaglianze sociali e territoriali siano contro la crescita, che la dequalificazione, il declassamento del lavoro e della conoscenza, che l'eccesso di precarizzazione siano contro la crescita, che le rendite amorfe siano contro la crescita, che la sottovalutazione dei temi ambientali sia contro la crescita."

È un rovesciamento deciso di logica. L'uguaglianza sociale, la dignità del lavoro, la conservazione dell'ambiente non sono valori in sé, ma solo strumenti per raggiungere un obiettivo di grado superiore, ovvero la crescita. Questo significa che, se un giorno ci si rendesse conto che la crescita si ottiene licenziando i lavoratori, esternalizzando la produzione, o cementificando il parco nazionale d'Abruzzo, il Partito Democratico sarà pronto a fare questi sacrifici.

Tutto ciò appare illogico, a meno che non si consideri l'ipotesi che il PD sia divenuto un partito neoliberista, solo in questo caso si comprenderebbe tutta questa foga aziendalista e sviluppista.

Ci avvertano, che anche qui a Verona a breve si vota.

Contenuti correlati

Lo scorrere di un secolo in una cartolina
Lo scorrere di un secolo in una cartolina Piazza Indipendenza a Verona è conosciuta anche come i Giardini delle Poste. Ricordi e preoccupazioni per il futuro di una delle piazze più antiche e più ricche... 4009 views giorgio_chelidonio
Glifosate, agronomi ed ecosistemi
Glifosate, agronomi ed ecosistemi Basta guardare questa foto per capire che il Glifosate non va mai usato, perchè produce un'infinità di danni, che noi neppure riusciamo ad immaginare. I dati pu... 4247 views Mario Spezia
Caccia: vittime in aumento
Caccia: vittime in aumento Il WWF scrive al ministro dell’interno.In appena un mese 2 morti e 13 feriti per incidenti di caccia, urgente mettere in campo misure preventive e definire nuov... 2748 views wwf
I Sentieri della fede: una furfanteria bella e buona
I Sentieri della fede: una furfanteria bella e buona Il progetto iniziale dei Sentieri della fede si incardinava su 7 antiche chiese/pievi della Valpolicella. Poteva essere una occasione storica per realizzare il ... 5086 views Mario Spezia
Viva el Tilio
Viva el Tilio La Lessinia è in lutto. Questa mattina è mancato Attilio Benetti, "el Tilio" per gli amici, un personaggio che avremmo voluto avere sempre con noi, per poter co... 3150 views ugo_sauro_e_michele_dall_o
Le risorgive vanno tutelate
Le risorgive vanno tutelate Il WWF veronese ha spedito questa lettera ai sindaci dei comuni della fascia delle risorgive e al Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese.L'articolo 9 del... 3067 views wwf_verona
ARPAV, a che gioco giochiamo?
ARPAV, a che gioco giochiamo? Nell'articolo apparso ieri su L'Arena, l'Arpav sembrerebbe assolvere il cementificio. Rimane un dubbio: il titolo rispecchia i dati dell'ARPAV o l'opinione dell... 2524 views giovanni_beghini
Dal Veneto alle Langhe
Dal Veneto alle Langhe È il vigneto Cannubi il problema del Barolo? Da Il Fatto quotidiano, 3 maggio 2011 - Ambiente & Veleni | di Gian Luca MazzellaCannubi, ossia uno dei più cel... 3227 views gian_luca_mazzella