I professori di Legambiente devono essere impazziti. Le loro pagelle promuovono gli asini a pieni voti e spingono i virtuosi ad allentare l'impegno.

Nella fotografia scattata da Legambiente, Ambiente Italia e il Sole24Ore, organo dell'associazione industriali, Verona raggiunge un clamoroso quarto posto, mentre l'anno scorso era oltre metà classifica. La città del petrolchimico è al primo posto.

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Come mai l'anno scorso Verona rantolava nella parte bassa della classifica, mentre ora si trova a lottare per la Champions League? Semplice: questo 18° rilevamento distingue tra città oltre i 200mila abitanti, quelle tra gli 80mila e i 200mila e quelle con meno di 80mila. Così Verona, che è una città media per numero di abitanti, ci fa un figurone fra le grandi.

I parametri di valutazione sono la salute dell'aria, i consumi idrici, il grado di raccolta differenziata dei rifiuti, la mobilità urbana, il verde pubblico, le piste ciclabili, la produzione e utilizzo di energia rinnovabile. Solo a sentirli, ci domandiamo come sia possibile essere ai primi posti.

Per quanto riguarda l'aria, solo pochi mesi fa eravamo la città più inquinata d'Italia, grazie alla centralina di Corso Milano, prontamente spostata dai nostri solerti amministratori.

Argomento raccolta differenziata: siamo tra gli ultimi comuni del nord Italia a iniziare la raccolta porta a porta, e abbiamo intenzione, in controtendenza rispetto ai comuni virtuosi, di ampliare l'inceneritore di Ca' del Bue.

Capitolo traffico: abbiamo 60 automobili ogni 100 abitanti, stesso dato rilevato l'anno scorso, e per il  trasporto pubblico, con 146 viaggi per abitante, siamo a distanze siderali da Venezia, Roma e Milano, che offrono ai propri cittadini un numero di corse triplo o quadruplo. Molto negativo anche il dato sulla disponibilità di mezzi pubblici con Verona che chiude la classifica.

Non parliamo poi di piste ciclabili, argomento in cui tutti i ciclisti hanno molto da recriminare nei confronti dell'amministrazione: Eppure, con 9,46 metri ogni cento abitanti, siamo al terzo posto nella classifica delle città grandi

E' lo stesso presidente della sezione di Legambiente Verona, Lorenzo Albi, a far notare che i voti nelle varie materie sono pessimi, mentre il risultato finale è ottimo.

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"L'offerta di trasporto pubblico viene calcolata come chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente: tra le grandi città quattro ne offrono almeno 60 per abitante (Milano, Venezia, Roma e Trieste), mentre Verona si ferma a quota 26. E la città scaligera non brilla certo per i metri quadrati destinati alla Ztl, intesa come l'estensione delle aree a traffico limitato, istituite tutti i giorni della settimana, con una durata superiore alle otto ore diurne: Verona è, infatti, ultima nella classifica delle grandi città.

Al di là della posizione in graduatoria, appare evidente la continuità con un passato per nulla attento alle criticità che rendono insostenibile la qualità ambientale della nostra città. Un vero e proprio stallo, dettato dalla mancanza di coraggio nell'imboccare la strada del cambiamento, ad esempio nel governo della mobilità, dove non solo le pedonalizzazioni, ma persino le corsie preferenziali per i mezzi pubblici sono bloccate. La scelta di portare avanti il progetto del traforo è antitetica rispetto a una politica che punti alla tutela della qualità dell'aria".

Anche Giorgio Massignan, presidente di Italia Nostra, è molto perplesso.

"Mi domando quanto possa essere realistica questa classifica e i relativi parametri.

Verona è al primo posto nella raccolta differenziata, dove si recupera il 50,1 dei rifiuti prodotti. Ha un discreto punteggio sulla produzione di energia rinnovabile. Sino a questo punto nulla da eccepire.

Ma rispetto ad altri parametri la situazione è disastrosa:

1) sul parametro relativo al punteggio sulle aree verdi fruibili con oltre 17 metri quadrati, che pone Verona al secondo posto. Cosa significa aree verdi fruibili? Le nostre colline? Le zone golenali dell'Adige? O cos'altro? Per me il verde fruibile sono i parchi urbani e di quartiere, e da noi, escluso il finto parco dell'Adige, non ce ne sono.  I quartieri della nostra fascia urbana esterna al centro storico, sono tutti sotto i minimi di legge per i mq. di verde fruibile per abitante.

2) La qualità dell'aria. Le centraline urbane presenti sul territorio comunale hanno decretato una media di 36 microgrammi di polveri sottili (pm10) per metro cubo. Il valore limite è di 40 microgrammi.  Chiedo: queste centraline sono posizionate nei punti di maggior traffico e di maggior inquinamento o invece nelle zone più pulite? E le polveri più sottili delle pm 10 chi le rileva? 

3) Traffico. A Verona transitano 60 automobili ogni 100 abitanti. Questo parametro ci colloca al decimo posto.  Il parametro sul trasporto pubblico ci mette all'undicesimo posto, con 146 percorrenze per abitante. Il parametro sulla disponibilità di mezzi pubblici relega  Verona all'ultimo posto".

L'unico conto che torna è questo: alla domenica Tosi "ha un incidente di caccia" che lo fa finire in malo modo su tutti i giornali, al lunedì il Bugiardello apre la cronaca con due paginone sulle splendide graduatorie di Legambiente.

Olè.

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