"Lessinia: L'Altopiano dei silenzi" è una delle ultime fatiche letterarie che parlano dei paesaggi e della natura della Lessinia. Che stridore questo titolo con la caciara e il baccano inscenati al Teatro Vittoria di Bosco in occasione della conferenza sul lupo, sabato 20 settembre

Diciamo subito che la conferenza si è rivelata un clamoroso autogol per le anime candide dell'ambientalismo nostrano e un pessimo biglietto da visita per la gente della Lessinia, cui sembrano difettare tolleranza ed educazione. Poche storie, comunque: pancia e cervello non vanno d'accordo. L'uggiosa  giornata inizia per me con un'escursione fino al Tinazzo per poi ripiegare su Scala, Colletta e Scioster: il ritorno a Bosco è salutato da due camionette di carabinieri in arrivo. Davanti al teatro un paio di vitelli e una vacca in un recinto transennato con il cartello "Ecco il cibo del lupo", come se poi quegli animali non finissero poi regolarmente al macello. "Strana però…", penso tra me e me , "la contraddizione tra il vegetarianismo degli ambientalisti e il loro appoggio a un sanguinario come il lupo".

Il vecchio Amadio del WWF dà il via alle danze chiedendo scusa al Presidente del Parco della Lessinia, Guido Pigozzi, per non averlo invitato. Si notano altre assenze pesanti, quelle di rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato, ad esempio. Nei saluti (e quali saluti!), il sindaco di Bosco Melotti (colui che all'arrivo del lupo Slavc nel 2012 definì entusiasticamente la propria terra "territorio maturo") e , dopo di lui, l'assessore provinciale Marcolini, il ras di Roveré passato armi e bagagli alla Leganord, parlano subito alla pancia. Tra qualche amenità ("il lupo è una minaccia anche per il turismo invernale",  noi ci immaginiamo i fondisti con le fauci conficcate nelle chiappe) e qualche falsità non ribattuta ("gli allevatori sono i custodi della difesa del suolo" e noi pensiamo all'inquinamento da nitrati; "le vacche producono reddito" … grazie ai contributi della CE), suscitando boati e cori da stadio, i due ribadiscono che il 100% della popolazione lessinica (le solite percentuali bulgare della nostra montagna) non vuole il lupo e che questo deve essere traslocato immediatamente. Viene attaccata anche la Comunità Europea per le sue politiche ambientali , quando sappiamo tutti che senza i suoi generosi contributi agricoltura e zootecnia sparirebbero in un attimo.

Un bell'inizio, non c'è che dire! Noi rimaniamo soltanto allibiti al pensiero che entrambi abbiano rivestito e stiano rivestendo cariche di responsabilità in campo ambientale (Parco Lessinia e Assessorato all'Ecologia). Misteri della politica. Tocca poi a Stival, assessore regionale, assaggiare le forche caudine preparate dalla rumorosa claque degli allevatori e della Leganord. Stival è visto come colui che ha dato l'assenso della Regione alla partecipazione al progetto Life WolfAlps e quindi viene frequentemente interrotto nel suo discorso, tanto che scende dal palco e minaccia di ritornarsene a Venezia. Pilatescamente Stival afferma che lui subisce le direttive degli organi di governo superiori, CE e Ministero Ambiente: quest'ultimo ha addirittura posto un diniego alla richiesta di spostare animali problematici avanzata recentemente dalla Regione. Spiega che l'adesione al Life è un passo nella direzione degli allevatori, in quanto non vi sarebbero le finanze (tagliate proprio dai partiti della sua coalizione nel recente Piano Faunistico Regionale) per rifonderli dai danni. Ma non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire (o non ha gli strumenti intellettuali per farlo) e giù bordate di fischi e buhh. Curiosa l'ultima affermazione di Stival per ingraziarsi un po' la platea ("qua se pol spararghe ai cristiani, ma no ai lupi"), istruzione certamente seguita alla lettera nei boschi (altro che minaccia del lupo) dai suoi grandi elettori, i cacciatori.

Miglior sorte non tocca ai tecnici, il professor Petretti (Università di Camerino), Sonia Calderola (Responsabile faunistico Veneto) e Lonardoni (Direttore del Parco della Lessinia). Il professor tenta di spiegare biologia, ecologia e dinamiche del lupo: ma qualche bifolco dal fondo teatro ("Basta favole")  lo interrompe ripetutamente. Eh già: le politiche protezionistiche degli anni Settanta, la lenta dispersione dal Centro Sud verso Sibillini, Appennino Tosco Emiliano, Liguria e Arco Alpino, il fatto che la bestia percorra 80 km alla notte e che in una decina di giorni possa giungere tranquillamente dall'Abruzzo, le astute tecniche di caccia del branco sono tutte favole. Sono favole anche i pastori abruzzesi acquistati dagli allevatori americani che devono fronteggiare grizzly, puma e coyote. L'unica verità per il popolo lessinico convenuto a teatro e che il lupo è stato portato con il camion, punto e basta. Il resto è favola, come il documentario Wolfsliebe, della Bayerische Runfunk tedesca, proiettato in apertura, che descrive il lungo viaggio di Slavc.

Niente da fare: l'ingenuo tentativo degli ambientalisti di far conoscere il nemico non fa assolutamente presa (1 continua).

Contenuti correlati

Referendum: la confusione regna sovrana
Referendum: la confusione regna sovrana Mercoledì 30 settembre scadrà il termine ultimo per raccogliere le firme a sostegno dei referendum proposti da Possibile. Gli otto quesiti riguardano quattro te... 938 views Mario Spezia
Negazionisti alla pearà
Negazionisti alla pearà Dopo Pelanda, altri 'intellettuali' veronesi negano l'impatto dell'uomo sul clima. Colpa della cultura del dogma e dalla verità rivelata.Quando nella letteratur... 779 views dallo
A fuoco boschi e canneti intorno al Lago di Garda
A fuoco boschi e canneti intorno al Lago di Garda Incendi sopra TIGNALE, nel Parco dell'Alto Garda Bresciano, lungo il fiume Tione e sulle rive veronesi e bresciane del Lago di GardaCanneti e boschi a fuoco per... 1275 views Mario Spezia
Baldoland
Baldoland Lega, PD ed ex PDL hanno votato compatti in Regione Veneto una leggina, la n. 20, che di fatto smantella la riserva integrale del Baldo ed apre la strada a... 1096 views Mario Spezia
Buona Santa Lucia
Buona Santa Lucia In occasione del secondo compleanno di Veramente. Org, pubblichiamo alcuni brani tratti da un libro di Eugenio Turri edito nel 1974.L' uomo è l' animale terrest... 828 views Mario Spezia
Il motore dell'ecofighetto (4)
Il motore dell'ecofighetto (4) Il combustibile ecologico non esiste. La mobilità privata non è sostenibile. L'unica alternativa è muoversi di meno.Vai su categoria ecofighetti.Nonostante tutt... 918 views Michele Bottari
Illusioni in 3d
Illusioni in 3d Dopo le varie forme di energia alternativa, le auto a combustibili miracolosi, ecco l'invenzione che salverà noi e il pianeta: la stampante 3d.Di fronte ai semp... 1569 views Michele Bottari
La destra è nera anche quando si ammanta di verde
La destra è nera anche quando si ammanta di verde Il colore verde delle camicie e delle cravatte leghiste nasconde una visione nerissima del pianeta, della vita e delle relazioni umane.Non si può dire che negli... 1986 views Mario Spezia