Agli ex sindaci e ai sindacalisti schierati con il Cementificio vorremmo far notare che il mondo è recentemente cambiato parecchio.

Gli ex sindaci di Fumane si premurano di farci sapere che, se rieletti, faranno carte false per far ripartire il cementificio e questo era prevedibile, anche se non necessariamente condivisibile. Quello che si fatica a capire sono le motivazioni addotte.

Il dato di fatto fondamentale di tutta la vicenda del cementificio è che la vendita di cemento in Italia è calata dal 2008 a oggi del 50%. Il dato è noto a tutti gli addetti ai lavori, anche se non viene sbandierato ai quattro venti. Il vero motivo per cui il cementificio di Fumane ha lavorato poco nel 2011 e adesso è fermo è che il cemento non si vende e non c'è nessuna prospettiva di ripresa del mercato, anzi.

Gli ex sindaci lo sanno benissimo e, infatti, parlano della necessità "della prospettiva di una economia alternativa". Non parlano direttamente dell'utilizzo dei forni del cementificio come inceneritori di rifiuti industriali, ma chiunque capisce che questo è il passaggio logico obbligato.

Parlano anche di un presunto equilibrio che avrebbe procurato a "tutta la vallata un alto grado di benessere economico, avrebbe salvato il paesaggio storico ed architettonico e avrebbe permesso la promozione di diverse attività".

Non c'è bisogno di far notare che si tratta di valutazioni molto soggettive e che l'insieme delle oltre 120 cave che gravitano sulla Valpolicella, dell'impianto e delle cave del cementificio e delle infinite lottizzazioni dei vari Comuni del comprensorio evidenziano un quadro generale di degrado impressionante.

La teoria che si tratti di un prezzo da pagare alto, ma necessario, è ancora più soggettiva, perché non si capisce cosa ce ne faremo di un territorio ridotto ad uno schifo.

C'è bisogno di sviluppo, ma di sviluppo mentale, per capire che il mondo è cambiato, che la prospettiva di aumentare all'infinito la produzione di beni è saltata in aria, perché ci sono molte più case di quelle che chiunque potrà mai comprare, più pietre cavate di quelle che chiunque potrà mai vendere, più vigneti di quelli che si possono impiantare rispettando l'equilibrio della Valpolicella e puntando su un prodotto di qualità.

Chi pretende di amministrare un territorio dovrebbe fare lo sforzo di capire che bisogna inventarsi qualcosa di nuovo, che non si può continuare a ragionare come se non fosse successo niente. Il problema del cementificio non sono gli ambientalisti o la Soprintendenza. Il problema del cementificio è che non c'è più bisogno di cemento, che non si vendono più case, che le casse dello stato e degli enti pubblici, che dovrebbero pagare le opere pubbliche, sono vuote, che le banche non hanno i soldi per finanziare il traforo delle Torricelle.

Non basta più ripetere come dei bravi studenti la solita lezione trita e ritrita, ci vuole qualcosa di più. Uno scatto di intelligenza.

Contenuti correlati

Il Majakovskij che mancava a Verona
Il Majakovskij che mancava a Verona Un nuovo luogo di sperimentazione e cultura, dove, tra serate di musica-live, cineforum, mostre di fotografia, pittura, performance, proiezioni di videoarte e s... 3031 views alice_castellani
D'Arienzo farnetica
D'Arienzo farnetica Il deputato veronese Vincenzo D'Arienzo ci ricorda l'eroe di Cervantes quando attacca con furore degli avversari immaginari e non si accorge dei veri ostacoli c... 3698 views Mario Spezia
Val di Sogno, io e lo Svasso collorosso
Val di Sogno, io e lo Svasso collorosso "....evvai col raccontino: ...non so perchè ho scelto proprio oggi, il meteo non prometteva nulla di buono e il cielo alle 7.00, buio come il babao! Alle 7.30 s... 3632 views mauro_d_offria
Zerman contro Ca' del Bue
Zerman contro Ca' del Bue Il sindaco di San G. Lupatoto chiama in causa gli amministratori di Agsm e i politici veronesi che rispondono alla protesta dei cittadini e dei Comuni acceleran... 3506 views redazione
BUREBU
BUREBU TUTTI A BURE - DOMENICA 29 APRILE 2012 - 6° GIORNATA DELL'AMBIENTEIl riciclo ed il riuso sono ormai entrati a far parte della nostra cultura. Da soli non si cam... 2948 views Mario Spezia
I costi di EXPO e TTIP
I costi di EXPO e TTIP Come sta andando EXPO? Niente bene. Quale sarà l'impatto del TTIP sull'economia? Nullo, se non addirittura negativo. Le mosse delle multinazionali danneggiano t... 2883 views Michele Bottari
Pesticidi e salute - Qualità del cibo
Pesticidi e salute - Qualità del cibo Venerdì 15 aprile, ore 21.00, Aula magna dell'Istituto di Istruzione Superiore "S. Bentegodi", San Floriano - Verona. Interverranno relatori di grande esperienz... 3155 views terra_viva
11 - Viticoltura al bivio
11 - Viticoltura al bivio Ci sono tante maniere di fare il vino, come ci sono tanti modi di vivere. Nei momenti difficili, come quello che stiamo vivendo, serve buon senso e moderazione.... 2922 views Mario Spezia