L'acqua è un diritto, non una merce. Fermiamo l'art.23 bis.

"Acqua pubblica, riprendiamoci il futuro!". Questo il titolo del documento finale del Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua che si è tenuto ad Aprilia il 22 e 23 novembre scorsi. Riprendiamocela noi, i cittadini, l'acqua. Battiamoci perché non siano i principi del libero mercato, del profitto e della concorrenza a governare la gestione di un bene primario unico ed insostituibile per la vita qual è l'acqua. Questo l'appello che sale forte dal movimento a cui aderiscono migliaia di cittadini di tutta Italia, ma nel quale si distinguono anche le voci dei sempre più numerosi Comuni e Province, che, proprio in quell'occasione, hanno formalizzato dopo un percorso di due anni la costituzione del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l'Acqua Pubblica.

Il Forum, a cui aderisce il Comitato Acqua Bene Comune della Provincia di Verona, aveva raccolto oltre 400.000 firme per portare in Parlamento nel luglio 2007 una proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico (oltre 6.000 quelle raccolte a Verona e provincia dal Comitato) mirata a contrastare le basi normative per le quali il servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) poteva essere dato in gestione a società private o miste pubblico-private, oltre che a società pubbliche mediante l'affidamento "in house".

Da allora, per contro, sono stati diversi i tentativi bipartisan del Parlamento di portare a termine la definitiva privatizzazione del servizio. E alla fine ci sono riusciti. È l'articolo 23bis della Legge 133 del 6 agosto 2008 (come al solito tra le leggi migliori si distinguono quelle votate quando gli italiani sono in vacanza) che, occupandosi di servizi pubblici locali di rilevanza economica, stabilisce che "il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene mediante procedure competitive ad evidenza pubblica" (gare europee!!!), e che "le concessioni relative al servizio idrico integrato rilasciate con procedure diverse dall'evidenza pubblica (affidamento in house) cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010".

Cosa succederà nell'ATO Veronese? Le società Acque Veronesi scarl e Azienda Gardesana Servizi SpA, a totale capitale pubblico di proprietà dei Comuni, dovranno chiudere i battenti e/o aprire a soci privati. Del resto è quello che già da tempo hanno scelto già diversi ATO sparsi per la penisola, tra cui spiccano quelli laziali e toscani, dove la forte presenza delle multinazionali ACEA (ex municipalizzata di Roma!), Suez e Veolia ha comportato aumenti esponenziali delle tariffe, diminuzione dei controlli e della qualità del servizio, precarizzazione dei dipendenti. Non lo diciamo noi. Lo dicono fior fior di studi eseguiti da autorevoli istituti di calibro internazionale di Mediobanca e Water remunicipalisation Tracker.

Nonostante siano ormai ben radicate, e purtroppo ben note, le ragioni portate dai paladini del "privato è bello" (sanità, istruzione, servizi alla persona), il concetto dovrebbe risultare chiaro: l'acqua è un diritto, non una merce, e, in quanto bene comune primario, va gestita dal pubblico e non da un privato che, per sua stessa natura e non per sua stessa "colpa", deve fare profitto per continuare ad esistere! I cittadini dovrebbero essere i controllori e gli utenti al tempo stesso della risorsa, non dei clienti che, usando un condizionale tristemente vicino alla realtà, potrebbero vedersi costretti a rivolgersi ad un call center di una società australiana invece che al Sindaco per segnalare guasti o anomalie (come sta succedendo in Inghilterra), o vedersi tagliare brutalmente la fornitura nel caso siano impossibilitati a pagare una bolletta (come sta succedendo nell'entroterra napoletano), o semplicemente pagare una bolletta più alta del 300% rispetto ad oggi (come è successo ad Arezzo, Aprilia e a Latina, per fare due esempi), o leggere una lettera in cui un aumento di tariffa è giustificato dalla società gestrice con una "eccessiva" riduzione dei consumi e quindi una perdita di introiti per la società stessa (come è successo a Firenze con la pubblico-privata Publiacqua per la serie "il risparmio idrico non piace al privato"), o, in epoca di finanziarizzazione spinta dell'economia, trovare un nemico nel Fondo pensioni delle Giubbe Rosse canadesi che scommette e sui profitti della società gestrice (nella fattispecie Hera, multiutility di Bologna in continua ascesa).

Questo, a quanto pare, è il futuro che aspetta anche i cittadini veronesi, se non ci sarà una presa di coscienza immediata e una assunzione di responsabilità forte da parte dei nostri amministratori.

Giunge da Oltralpe l'annuncio storico del sindaco di Parigi, che nei giorni scorsi proclama il ritorno all'acqua pubblica, dopo una lunga, e dichiarata apertamente inefficiente, gestione privata controllata dalle due più grandi multinazionali del settore al mondo (Suez e Veolia).

In Italia sono diverse le strade percorse dagli Enti Locali: molti hanno inserito il diritto all'acqua negli Statuti Comunali, altri hanno dichiarato il servizio idrico un servizio privo di rilevanza economica (e quindi non soggetto alla normativa sulla privatizzazione), mentre, in seguito all'art. 23bis, le Regioni Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna hanno impugnato la legge imputando al Parlamento un'intromissione nelle sfere di competenza regionale e locale, e alcuni giuristi sostengono l'incostituzionalità della norma stessa.

In Provincia di Verona i Consigli Comunali di Povegliano, Fumane, Sommacampagna e Villafranca hanno approvato all'unanimità delle delibere che sanciscono il diritto all'acqua e l'importanza di mantenere una gestione pubblica del servizio idrico integrato. Undici Comuni (…) hanno accettato di farsi rappresentare a Roma da Valentina Zuccher (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), membro del Comitato e consigliera del Comune di Povegliano, nella costituzione del Coordinamento degli Enti Locali per l'Acqua Pubblica. Il Comitato Acqua Bene Comune, impegnato ormai da due anni nella promozione della cultura del diritto all'acqua, si è speso in decine di incontri pubblici su tutto il territorio provinciale.

Ci auguriamo che siano questi i presupposti per rilanciare, aldilà della spartizione del potere operata dai partiti, una rinnovata politica e cultura dell'acqua pubblica, trasparente, partecipata, solidale, perché l'acqua è di tutti e tutti appartengono all'acqua.

Intanto l'AATO (l'Assemblea dell'ATO) ha da poco eletto il nuovo Consiglio d'Amministrazione, di cui il sindaco di Verona Tosi è diventato presidente. Riteniamo che l'AATO dovrà affrontare il tema dell'art.23bis con urgenza. Per questo auspichiamo l'apertura di un dibattito pubblico e trasparente a cui partecipino i cittadini e i rappresentanti degli Enti Locali, che diffonda e affronti apertamente la questione della privatizzazione e getti le basi per prendere opportuni provvedimenti in sede di AATO. Ci auguriamo che le sempre più insistenti voci di una fusione dei vari enti di gestione del servizio idrico integrato nella concessionaria della Regione Veneto Veneto Acque, dietro agli sbandierati vantaggi derivanti da una gestione integrata di appalti e forniture, non sia l'ennesimo tentativo di portare le logiche del profitto nella gestione dell'acqua e di allontanare i cittadini dal diritto di averne un controllo diretto attraverso la partecipazione e il contatto con gli amministratori locali.

Il Comitato dei cittadini, apartitico, aconfessionale ed aperto a chiunque, invita tutti i sostenitori di questa battaglia a farsi sentire presso i propri Sindaci, e tutti gli interessati a partecipare e collaborare a qualsiasi titolo alle attività che di volta in volta cerchiamo di portare avanti.

Attualmente il Comitato, convinto dei legami forti che stanno alla base di tutte le lotte per la difesa ed il rilancio del ruolo dei beni comuni nella società, sta cercando di migliorare la comunicazione e di rendersi più visibile verso l'esterno per cercare nuovi legami sul territorio.

Per avere notizie fresche segnaliamo i siti del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua (www.acquabenecomune.org) e il sito del nodo di Retelilliput di Verona che ospita una sezione curata dal Comitato dedicata all'acqua (http://www.retelilliput.org/verona/).

Per contattarci direttamente puoi iscriverti alla mailing list "benicomuni_vr", nostro principale mezzo di comunicazione, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., o telefonare ad uno di noi (ad esempio Luca Cecchi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 334.353.80.91, o Francesco Avesani Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 329.567.74.82)

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