All'inizio del 1500, in un periodo devastato da guerre e pestilenze, il laghetto del Frassino divenne famoso per l'apparizione della Madonna Consolatrice degli afflitti. A distanza di 500 anni rischiamo di assistere alla sparizione del lago che fu scenario dell'apparizione.

La foresta non ha mai uno scenario così bello, né è così varia nella sua bellezza, come quando la si scorge dal centro di un laghetto, in mezzo a colline che sorgono proprio sulla sue rive; allora l'acqua nella quale la foresta si riflette, non solo crea il più bel primo piano, ma, con la sua riva serpeggiante, offre ad essa il più naturale e piacevole confine.

Là, la natura ha intessuto una bordatura naturale, e l'occhio si alza per giuste gradazioni dai bassi arbusti sulla riva agli alberi più alti.

Un lago è il tratto più bello ed espressivo del paesaggio. E' l'occhio della terra, a guardare nel quale l'osservatore misura la profondità della propria natura.

WALDEN Henry David Thoreau

Thoreau naturalmente non descrive il lago del Frassino, bensì il lago di Walden, nel Massachusetts, ma rende benissimo la meraviglia suscitata da questo particolare ambiente. Un ambiente che andrebbe protetto e preservato a qualsiasi costo e che invece nel nostro caso sta subendo un attacco distruttivo su più fronti, nonostante sia protetto dalla normativa SIC e ZPS, sia un Oasi di protezione faunistica e sia in procinto di diventare anche un Parco di Interesse Locale.

Nel 2012 Verona Birdwatching ha pubblicato un interessante volume dedicato all'avifauna del Frassino: Le Ali del Frassino. Il volume descrive compiutamente 160 specie diverse di uccelli che trovano ospitalità nel laghetto durante l'anno, segnalando le numerose specie protette e un progressivo calo di presenze negli ultimi 10 anni.

Qui la mappa del Lago del Frassino:

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A nord, oltre ad essere stato amputato della parte più settentrionale dal passaggio dalla ferrovia che unisce Verona a Milano, è interessato anche dalla superstrada che raccorda la SS 11 con Desenzano. Proprio a ridosso della ferrovia che costeggia il laghetto si stanno realizzando i terrapieni previsti dai nuovi svincoli della superstrada, terrapieni che chiudono di fatto la strada al naturale emissario. Si noti che il terreno digrada verso il lago di Garda  proprio in direzione nord. E' superfluo far notare che le acque di dilavamento di ferrovie, superstrade ed autostrade vanno a scaricare nel lago tutti i loro residui tossici.

A sud ci pensa l'autostrada A 4 a recintare senza via di scampo il bacino del laghetto e oltre l'autostrada troviamo uno dei più importanti insediamenti industriali del basso lago. Lo stesso santuario del Frassino è del tutto staccato dal contesto del laghetto, in quanto si trova al di là del terrapieno dell'autostrada.

A est, sulle collinette prospicienti il lago, le lottizzazioni continuano a spuntare e a svilupparsi come funghi.

Sul lato ovest la mazzata finale. Si tratta di enorme insediamento alberghiero, partito anni or sono come una normale ristrutturazione e via via allargatosi con la compiacente collaborazione di politici ed amministratori. Il permesso rilasciato per ristrutturazione e sostituzione edilizia comprende, oltre agli interventi sui fabbricati esistenti, anche la demolizione degli ex capannoni avicoli per far posto ad aree a standard (=parcheggio) e per il nuovo corpo di fabbrica quale dependance dell'albergo.

Le "eccezioni" formulate in un primo tempo dalle Soprintendenze sono state "superate" per la riduzione volumetrica (da mc. 17.909,40 a mc. 16.434,88) e per un'impostazione "non lineare e rettilinea, ma leggermente piegata del corpo di fabbrica di nuova realizzazione, al fine di seguire l'andamento delle curve di livello", così come suggerito dalla Soprintendenza paesaggistica.

Infine, per quanto riguarda l'autorizzazione da parte della Soprintendenza archeologica, essa è stata preceduta da sondaggi eseguiti mediante assistenza di archeologo al fine di monitorare l'area in prossimità della riva immediatamente a sud dell'intervento, così come chiesto dalla stessa Soprintendenza. I sondaggi hanno dato risultati positivi tanto che la Soprintendenza archeologica ha posto un vincolo sull'area. Nel 2012 l'importanza preistorica del sito ha avuto il riconoscimento che merita, essendo stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO denominata "Siti Palafitticoli preistorici dell'arco alpino".

Ma tutto ciò non è bastato a mettere un freno al progetto.

Le dimensioni del fabbricato principale e degli annessi, il problema dei reflui delle fognature di un complesso di queste proporzioni, il rumore provocato dalle centinaia di ospiti, le inevitabili emissioni prodotte dalle automobili in entrata e in uscita dal parcheggio avrebbero dovuto sconsigliare la realizzazione di un tale albergo in questa posizione. Invece, l'avidità dei privati, l'indifferenza e la complicità dei pubblici amministratori, quel misto di furbizia e di cinismo che non manca mai in questi casi, stanno gradualmente trasformando uno dei laghi intramorenici più belli e più interessanti d'Italia in una pozza di acqua morta.

Alla luce del risultato finale viene da pensare che il coinvolgimento di naturalisti di fama nazionale, come anche la trovata del Parco di interesse locale, in realtà siano stati solamente degli espedienti utili a far digerire agli stomaci più delicati una lottizzazione altrimenti improponibile.

Comunque sia, un insediamento con queste caratteristiche a ridosso di un Sito di Interesse Europeo e di una Zona di Protezione Speciale è e resterà sempre come una bestemmia gridata in mezzo ad una chiesa.

/it/notizie/2013-rete-natura-2000-nella.html

/it/notizie/2012-frassino-disastro-ambientale-annunciato.html

/it/notizie/2013-parco-interesse-locale-frassino.html

In successione le dependances e il parcheggio a destra e a sinistra del fabbricato principale, con relativa distruzione della vegetazione ripariale.

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